Prometeo in Blues versione 2007-2009


**La presente versione è a titolo di replique montre Archivio e non è più in repertorio, avendo lasciato, dal 2010, il posto alla Nuova Versione, rinnovata nella drammaturgia e nella messainscena.**

 

Ideazione e attuazione: Raffaele Schettino

Musiche: Raffaele Schettino, adattamento di canzoni tradizionali

Testi: ‘Prometeo Incatenato' – Eschilo (traduzione di Raffaele Schettino per le parti in Italiano), Mara Calcagni, Raffaele Schettino

Scenografie e costumi: Groucho Teatro, Giada Conte

Montaggio dei Video: Raffaele Schettino

Luci: Groucho Teatro

Drammaturgia: Mara Calcagni e Raffaele Schettino

Consigliere di regia: Raffaele Schettino

Regia: Mara Calcagni

Produzione: Groucho Teatro – Centro di Ricerca Teatrale

Durata: 45 minuti

 

Foto: BRUNO TETTO

 

Un uomo viene abbandonato nel deserto. Il suo nome è Prometeo. Un cantastorie vaga, solitario, e con la sua chitarra racconta il mito del furto del fuoco. Una storia di solitudine e di rivolta, in cui dal racconto si passa alla personificazione stessa del raccontato. Due personaggi in scena che interagiscono dialetticamente sulla scena della Storia: Prometeo, il mitico semidio che rinunziò ai propri privilegi per un'azione di libertà, e il Cantastorie, un uomo comune, la cui rivolta si annida nella quotidianità.
Ma chi è Prometeo oggi?


Il mito


Prometeo ha combattuto contro Cronos, signore dell'Olimpo, insieme a Zeus, per una società migliore. Zeus, una volta insiedatosi al potere, tradisce le sue aspettative e divide i privilegi fra gli dèi, lasciando gli uomini come bestie.
Prometeo assume il suo destino: dona il fuoco all'umanità contro la volontà degli dèi dell'Olimpo. Per questo Zeus lo punisce incatenandolo ad una roccia dell'arido Caucaso, mentre un'aquila gli mangia il fegato, eternamente.
Il fuoco per gli uomini, fino ad allora 'indifesi come infanti', è simbolo e concretezza di coscienza e sapienza, di Memoria. Il rifiuto della iniquità del Potere, l'amore per l'umanità, l'irrevocabilità del proprio destino lo muovono all'azione ed essa spacca la realtà in due: salvezza e condanna.
 

"Prometeo siamo noi, sono io. La necessità delle sue azioni, finalizzate alla giustizia degli oppressi, trova il proprio equivalente storico in tutte le avanguardie del passato e del presente."
 

Lo spettacolo è influenzato dall'allenamento con i princìpi di danza degli Orixà, danza afro-brasiliana di origine rituale. I princìpi di energia di Danza degli Orixà aiutano l'attore a passare da un personaggio all'altro, cioè da una qualità d'energia all'altra.
Prometeo in Blues, pur restando fedele alla linea del `Teatro Povero', incentrato sull'arte dell'attore, esplora le possibilità offerte dalla tecnica moderna. Lo spettacolo, infatti, è accompagnato da proiezioni video scenario contemporaneo con cui l'attore interagisce dialetticamente.
Lo spettacolo può essere attuato in italiano, spagnolo, portoghese o inglese. Parte del testo è attuato greco, seguendo il testo originale di Eschilo.

Il Prometeo in Blues ha due versioni: una di SALA (Teatri o spazi non convenzionali) e una di STRADA (parate o versione itinerante particolarmente adatta a paesini medievali).
Ad oggi è già stato presentato in Italia, Argentina, Perù, Bolivia, Brasile.

Lo spettacolo può essere rappresentato in italiano, portoghese, spagnolo o inglese.

•  Il Prometeo in Blues ha due versioni: una di SALA (Teatri o spazi non convenzionali) e una di STRADA (parate o versione itinerante particolarmente adatta a paesini medievali). 

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